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giovedì 5 marzo 2009

E' proprio bello!!!!

Ciao,
volevo solo condividere con tutti che l’allenamento del Giovedì mattina è proprio bello. Non so se è un’espressione marziale ma io mi sono proprio divertito!!!

Buona giornata a tutti…. e simulate almeno un’espressione vigile.

Oss.

domenica 15 febbraio 2009

Spunti e Conferme



Ognuno di noi ha le sue passioni, i suoi miti i suoi eroi. Sin da ragazzo non mi sono mai interessato agli sport “comuni”, mai interessato di calcio, pallavolo, tennis ecc. da bambino seguivo, assieme a mio papà, gli incontri di boxe dei grandi, Agler, Leonard, mano di pietra Duran, Monzon, ecc… e la pesca in TV, di Afro Carboni su TV Parma, capite bene che il mio panorama “sportivo” è da sempre al quanto limitato e dai 14 anni ho pensato di ridurlo ulteriormente interessandomi principalmente al Karate. Causa questa passione i miei “miti” sono da sempre i leggendari maestri della JKA i Maestri Nakayama, Kase, Asai, Shirai, Enoeda, Nyshiama, Tanaka, Naito, Yahara per citarne solo alcuni.

Il bello e il brutto del Karate è che non si può prendere il proprio Maestro (quando si ha la fortuna di averne uno) e tempestarlo di domande tentando di colmare la curiosità e la voglia di sapere, quindi leggo e rileggo le interviste fatte a questi grandi Maestri, gli aneddoti che li riguardano e le loro storie per trovare risposte o nuovi spunti.

Proprio questo mese, sul mensile Samurai, sono state pubblicate due di queste interviste, una fatta al Maestro Naito e una allo scomparso Maestro Nyshiama risalente al 1999.

Per fare un esempio di quello che voglio dire riporto di seguito solo due passaggi di queste interviste che mi hanno dato spunto e conferma.

Maestro Naito, lo spunto:
I bambini possono iniziare Karate da piccoli, a 5/6 anni, ma fino a 12/13 il Karate per loro deve essere solo un gioco, un divertimento (mai un obbligo!); è anche giusto che facciano le gare, che si abituino. Nell’età dell’adolescenza invece inizia a esprimersi la loro personalità, ed è a quel punto che bisogna iniziare a trasmettere loro la filosofia del Karate. E’ a quell’età che si deve iniziare a insegnare loro l’educazione della disciplina”.

Maestro Nyshiama, la conferma:
Domanda: Maestro che cosa ne pensa della possibilità di studiare altri stili di arti marziali, come lotta o Taekwondo, è un’idea positiva o negativa?
M. Nyshiama: “Bisogna raggiungere un certo livello nella propria arte marzia e prima di iniziare a studiare altre discipline. Guardarsi troppo attorno non va bene, si rischia di essere confusi. E’ necessario avere una solida base di conoscenza”.

venerdì 13 febbraio 2009

Esame passaggio Kyu corso dei bambini

Mercoledì 11 Febbraio si è svolto l’esame di passaggio di Kyu del corso dei bambini, il Maestro Munari li ha esaminati valutando attentamente il loro grado di esecuzione dei Kyon (fondamentali), Kumite (combattimento) e Kata (forma).

Non tutti i genitori si aspettavano tanta serietà e rigore nella valutazione, l’esame non è stato un pro forma o il momento in cui si “regalano le cinture”, i bambini hanno dovuto dimostrare veramente cosa hanno imparato (e gli è stato insegnato) in questi mesi di pratica.

Io stesso che li seguo sono rimasto piacevolmente sorpreso di quanto, se opportunamente stimolati e “pressati”, siano in grado di fare e dimostrare. Il Maestro è riuscito a far fare bene anche a chi solitamente si dimostra un po’ più ….. “malmaturo”.

Se siano stati bravi o no non spetta a me dirlo, ma io sono rimasto molto soddisfatto.

E’ stato un bel momento, tutto il gruppo di Parma, bambini e adulti, si è ritrovato unito, occasione da ripetere magari per una cena o grigliata …. o di un week-end SHUN KU KAN …chissà cosa bolle in pentola… vedremo!!!

Grazie Luca e grazie Maestro.

Oss
Diego

lunedì 9 febbraio 2009

Praticare Correttamente

Su Shotokan Karate Magazine ho letto una frase che mi ha veramente colpito, sostanzialmente affermava che è molto più facile ritirarsi su una montagna e allenarsi come un eremita che allenarsi correttamente pur avendo una famiglia, un lavoro, un mutuo, insomma a far fronte alle normali problematiche della vita quotidiana.

Incastrare i doveri famigliari e lavorativi con una corretta pratica del Karate è davvero un impresa da funamboli, basta dare uno sguardo alle date della nostra federazione per capire che le settimane dovrebbero essere almeno di 10 giorni per praticare correttamente e non trascurare nulla e nessuno.

Occorre quindi inventarsi alcuni stratagemmi per ritagliarsi il tempo necessario per la pratica, immagino ognuno abbia i propri che meglio si adattano alla propria quotidianità. A me è servita una frase del Maestro Munari, “…. occorre uscire dalla logica commerciale dell’ora di allenamento, basta fissarsi degli obiettivi, anche di 20 minuti, un Kata, un Bunkai…”.

Non vado oltre, mi piacerebbe che questo post venisse commentato da altri lettori.

sabato 7 febbraio 2009

Perché scegliere un arte marziale tradizionale



Arti marziali tradizionali Giapponesi e Sport da combattimento sono due cose distinte che non vanno confuse. Al di là della gestualità tecnica è lo spirito su cui si fondano che le rende differenti, non migliori ne peggiori l’una rispetto all’altra, ma profondamente diverse.
Aiki-do, Karate-do, Ken-do, Iai-do, Ju-do (e Ju-Jutsu) hanno in comune la definizione di arte e la desinenza “do”.
La qualifica di arte rende già chiaro che le arti marziali sono un mezzo per tendere all’eccellenza, al continuo miglioramento, è questo lo spirito che muove tutti gli artisti. Uno scultore, un pittore, un ballerino si dedicano al continuo perfezionamento della loro arte … ripetendo ripetendo provando … lo stesso è per un praticante di arti marziali.
La desinenza “do” significa via, per cui chi si avvicina alla pratica tradizionale deve sapere che sta per intraprendere un cammino che potrebbe durare una vita.
Il genitori che “mandano” i propri bambini a “fare” una di queste arti non devono farlo con leggerezza, la pratica di un arte marziale tradizionale è inizialmente dura, ripetitiva e severa ma se guidata nel modo giusto risulterà entusiasmante.
Il rispetto del Maestro, delle gerarchie e dei propri compagni sono alla base di queste discipline, anche la punizione, ora mai fuori moda, ritrova ancora spazio e il suo valore educativo.
Prima di scegliere cosa praticare è importante informarsi, Karate, Judo, Aikido, Ju-Jutsu godono tutte della stessa dignità ma differiscono tra loro per storia e tecnica, quindi girate per le palestre guardate, chiedete e provate.
Se invece avete già scelto la vostra arte ma non sapete con quale Maestro o con quale società praticarla, informatevi bene, ricordate se siete genitori gli state affidando vostro figlio/a. Verificate se la società è affiliata a una federazione seria, se gli istruttori si aggiornano e hanno a loro volta un o dei maestro. Gli istruttori “non sono un’isola” e i Maestri sono rari.
Non fatevi incantare dai DAN, devono essere commisurati agli anni di pratica e alle capacità. Riporto sempre l’esempio del Maestro di Karate Hirosci Shirai, la sua vita è stata esclusivamente dedicata allo studio del Karate, ha oltre 50 anni di pratica ed è attualmente 9° Dan. In soli 20 anni non si arriva a 10°DAN
Un’ultima cosa, è rarissimo trovare un Maestro che abbia dovuto usare la propria arte per combattere e difendersi nella vita quotidiana, imparare a evitare “i guai” e a controllarsi nelle difficoltà sarà il valore aggiunto che otterrete dalla pratica.